LA VERA STORIA DELLA DAMA DI BACI

LA VERA STORIA DELLA DAMA DI BACI

Quel giorno Paolo era molto triste, la mamma gli aveva affidato un importante lavoro e lui aveva sbagliato. Per distrarsi decise di salire in soffitta e di frugare tra le cianfrusaglie che ogni giorno diventavano sempre di più, a lui comunque interessava quella vecchia cassa di colore nero sulla quale appariva a caratteri cubitali la scritta: “infanzia di Paolo”. Sapeva che lì avrebbe trovato i ricordi di quando era piccolo e ciò gli avrebbe permesso di fare un tuffo nel passato. Aprì la cassa e iniziò a frugarvi dentro, quando tra foto e giocattoli, scorse un piccolo libricino che pareva scritto a mano, dopo averlo sfogliato rapidamente decise di leggerlo….

C’era una volta in un piccolo paesino un ragazzino di nome Sandro, nessuno comunque lo chiamava così, in tutto il paese era chiamato “Pasticcio” e non è difficile capirne il motivo, era infatti famoso per i suoi innumerevoli disastri. In quel periodo il ragazzo stava cercando lavoro ma senza fortuna, ad ogni negozio o bottega cui andava a chiedere si sentiva infatti rispondere: “spiacente Pasticcio non abbiamo bisogno di nuovo personale“, la verità però era che nessuno in quel paese aveva più fiducia in lui, ne aveva combinate troppe! Sandro sapeva che nessuno lo avrebbe preso a lavorare con sé e purtroppo ne conosceva anche il motivo e ciò gli causava un grande dispiacere. Era sull’orlo di rinunciare quando si ricordò di aver tralasciato la piccola pasticceria dove lavorava solo il vecchio Pino.

Pasticcio prima di entrare a domandare al vecchio pasticcere se avesse bisogno di lavoro pensò: “ecco sicuramente anche lui mi liquiderà con un sorriso, una bugia e mi sbatterà la porta in faccia“. Di lì a poco però Sandro dovette ricredersi, infatti Pino lo accolse diversamente da tutti gli altri e, nonostante conoscesse molto bene i disastri di Pasticcio, decise di credere in lui e lo assunse come suo aiutante.

Sandro cominciò il lunedì seguente, i primi tre giorni di lavoro non furono particolarmente impegnativi; al quarto giorno Pino decise di affidargli il suo primo vero compito, disporre sulle teglie i due impasti che il vecchietto aveva preparato la notte prima così gli disse: “ragazzo mentre io esco a comperare le uova tu prendi la vasca dell’impasto “bianco” e disponila sulla teglia che ti ho preparato sul tavolo e l’impasto “nero” sull’altra teglia, quella sul ripiano accanto al forno“. Sandro si sentiva carico di responsabilità e iniziò subito con grande felicità il lavoro, ma la contentezza del ragazzo fu subito stroncata da un ennesimo colpo di sfortuna; mentre si accingeva a portare la pesante vasca sul piano di lavoro un terribile scivolone gli fece rovesciare tutto l’impasto bianco dentro a quello nero.

Quando Pino tornò al negozio trovò Pasticcio in lacrime e quando provò a domandargli cosa fosse successo il ragazzo reagì improvvisamente con un secco: “ne ho combinata un’altra delle mie!”. Il vecchio pasticcere capito il problema decise comunque di dare fiducia a Sandro e modellata la nuova pasta bicolore a forma di damiera la fece cuocere. A cottura ultimata Pino assaggiò il nuovo dolce e i suoi occhi si illuminarono di colpo e dopo circa 30 secondi di silenzio esclamò: ”È buonissimo!”. La nuova creazione andò a ruba e pasticcio fu finalmente felice, non solo perché aveva trovato qualcuno che aveva creduto in lui, ma anche perché finalmente in paese era famoso per qualcosa che non fosse un disastro.

Paolo rimase commosso dalla storia e con gli occhi lucidi lesse le ultime due righe del manoscritto che citavano: “Tutti i grandi capolavori nascono dagli errori“. Paolo fu pieno di gioia: ora sapeva che anche se non aveva compiuto correttamente il lavoro assegnatogli dalla mamma non era il caso di disperarsi perché a tutti è concessa un’altra possibilità e magari un giorno anche lui, proprio come Pasticcio, semplicemente sbagliando avrebbe creato un capolavoro.



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