LA VERA STORIA DEL TORRONE

C’era una volta,

nel paese di Dolcino un pasticcere un poco dispettoso, ma grande amico di Amilcare il sacrestano. Amilcare aveva un cruccio: portava la dentiera, ma nessuno doveva saperlo. Lo sapeva soltanto il suo amico pasticcere che lo aveva portato diverse volte dal dentista.

A Natale, come era tradizione nel pese di Dolcino, si organizzava una grande festa sulla piazza attorno ad un grande fuoco, si cantavano le nenie di Natale, si beveva la cioccolata calda e poi si andava alla messa di mezzanotte accompagnati dal suono delle ciaramelle. Ogni partecipante portava un piccolo dono che il sacrestano con grande autorità, raccoglieva e consegnava, il giorno di Natale, all’ospizio per la gioia dei nonni e delle nonne là ospitati.

Immancabilmente però Amilcare si lamentava con il suo amico pasticcere che i doni erano sempre costituiti da soli dolci e nessuna cibaria più consistente come salumi, carne essicata, capitoni, etc. La consegna dei doni veniva fatta prima del pranzo di Natale nella “sala degli aristocratici” dell’ospizio. Al pranzo che ne seguiva vi partecipavano oltre alle autorità paesane, sindaco e prevosto, anche il sacrestano.

Quel Natale il pasticcere burlone avanzò dell’albume, lo lavorò con molto zucchero, vi aggiunse delle nocciole, lo ricoprì di cioccolato finissimo e vi diede la forma di salame. Avvolse il dolce con fascia e corda, andò alla festa e depose “il salame” nel cesto della questua. Amilcare era felice, finalmente quell’anno non c’erano solo i soliti dolcetti, ma anche un bel salame per il pranzo di Natale.

Portò il cesto all’ospizio e tutti i presenti lo invitarono a tagliare il salame che inspiegabilmente si presentava nero e durissimo e… resistente ad ogni lama di coltello. Finalmente, nell’imbarazzo più grande, il sacrestano riuscì a farlo a pezzi e tutti capirono che si trattava di un altro dolce!

Amilcare su invito di tutti lo assaggiò per primo, ma era così duro che la protesi saltò fuori! Gli ospiti si misero a ridere ed egli, capendo lo scherzo fattogli dal suo amico pasticcere disse: “oggi ho capito che non devo vergognarmi della mia protesi perché ha saputo farvi ridere e per un momento dimenticare le vostre preoccupazioni, non tutti i mali vengono per nuocere!” e alzando il calice esclamò: “Viva il TORRONE!!“.



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