LA VERA STORIA DEI BISCOTTI BRASADÈ

LA VERA STORIA DEI BISCOTTI BRASADÈ

C’era una volta,

un pasticcere mite che faceva dei biscotti buoni buoni, frutto di una sua ricetta studiata a lungo che tutti tentavano di imitare. Erano così buoni quei biscotti che anche Ivo, il figlio del Principe li mandava a comperare.

Un giorno Ivo, che era appassionato di moto, cadde durante una gara tra amici e si fece tanto male. I medici lo sottoposero ad un lungo intervento ma il ragazzo rimase con il volto sfigurato. La famiglia di Ivo se la prese con l’amico che causò involontariamente l’incidente e fece di tutto per provocare il disprezzo di tutta la cittadinanza. Ivo, dopo quel brutto giorno, incominciò ad andare dal pasticcere del paese che oltre ad essere mite era anche un operatore di pace.

Il pasticcere ed Ivo soffrivano di quella situazione che si era venuta a creare e tra le famiglie e nella popolazione: quel ragazzo era si colpevole ma doveva essere perdonato e l’amicizia che esisteva tra i due e le loro famiglie doveva essere ritrovata. Dopo vari tentativi di riconciliazione il pasticcere propose ad Ivo di mandare una lettera alle famiglie in lotta e al suo amico convocandoli in pasticceria per una non ben specificata festa per la venuta in paese di Cesare, il Presidente.

Nel giorno e nell’ora stabilita le famiglie convocate vennero in pasticceria e il pasticcere li fece sedere in “sala grande” davanti all’enorme specchio che per l’occasione fu coperto con un drappo di raso. Dopo i primi rigurgiti di insulti il pasticcere riuscì a convincerli ad ascoltarlo. Solenne, vestito di bianco, disse: “Ho scoperto chi ha causato questo incidente e provocato le sue conseguenze! Vi ho portato le foto di chi è stato e di chi può ripararvi!

Così tolse il drappo di raso che copriva il grande specchio e i componenti delle due famiglie si videro riflessi nello specchio e capirono e subito si abbracciarono e si perdonarono. Il pasticcere commosso li fece sedere e offrì loro una cioccolata calda con i suoi buonissimi biscotti.

Il mite pasticcere da quel giorno chiamò i suoi biscotti BISCOTTI BRASADÈ perché la bontà abbraccia ogni cosa e dissolve ogni rancore sia nel suo nascere che nel suo crescere.



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