LA VERA STORIA DEI BASTONI DEL VESCOVO

C’era una volta,

un pasticcere di campagna che faceva degli ottimi biscotti ed era solito mandare nei giorni di festa il suo aiutante a consegnare una torta o un dolce ad una famiglia povera del paese. Nessuno sapeva di questa sua beneficenza tranne una arzilla Vecchietta che abitava in fondo al bosco. Aveva scoperto il segreto del pasticcere per caso raccogliendo un biglietto caduto dal camion della raccolta differenziata.

Venne il Vescovo al paese e la Vecchietta chiese udienza. Tutti seppero e tutti si domandarono come mai la Vecchietta avesse chiesto di essere ricevuta. Le amiche ormai anziane tirarono fuori una vecchia storia di Lei con Eleuterio, il boscaiolo disse al bar che avesse chiesto udienza per liberarsi di strani pesi di coscienza prima di morire, il Prevosto pensò che quella udienza era per sparlare di lui. Venne il Vescovo che acconsentì a riceverla.

Dopo i saluti di rito in dialetto locale, la Vecchietta disse: “Sono qui per parlare della bontà del pasticcere del paese”. E raccontò come da diversi anni il buon uomo mandasse nel più assoluto segreto dolci alle famiglie povere per vivere la domenica con letizia. Il Vescovo rimase colpito da quel racconto. Chiamò il Parroco e gli disse di avvertire il pasticcere che in serata prima di tornare in episcopio sarebbe passato a fargli visita.

Il pasticcere stupito di così importante messaggio non sapeva che cosa fare e nella confusione mentale cominciò a prendere mandorle, uva passa, frutta candita, nocciole e impastò il tutto con poca farina e diede all’impasto la forma di un bastone e lo mise nel suo ampio forno a legna.

Agitato come era si dimenticò del dolce. Alla sera, vedendo il Vescovo arrivare si ricordò del dolce, corse al forno ormai freddo ed estrasse il dolce. Lo affetto e lo servì con un buon bicchiere di vino fresco.

Tutti lodarono quella leccornia e il mite pasticcere da quel giorno chiamò i suoi biscotti BASTONI DEL VESCOVO.



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